Il portaimpronta è il punto di partenza per qualsiasi riabilitazione di tipo indiretto, sia che si tratti di protesi mobile, che di protesi su impianti.

Il primo distinguo da fare nella scelta del giusto portaimpronta, è se la riabilitazione da operare necessita di un tray standard o individualizzato.

I dispositivi standard presenti sul mercato sono realizzati in metallo forato o non forato, oppure in resina, questi ultimi sono di tipo usa e getta e non consentono un elevato livello di precisione per la scarsa rigidità che li contraddistingue.

Il vantaggio che però li caratterizza è la possibilità di rimuoverne delle parti per far fronte a particolari esigenze come il permettere il passaggio di lunghi transfer per eseguire impronte su impianti.

L’aspetto della personalizzazione trova il suo vero compimento quando si sceglie di passare ad un portaimpronta individuale, realizzato anche questo in resina, ma fabbricato a partire da una prima impronta del cavo orale del paziente e per questo maggiormente adattabile alle superfici da improntare.

L’utilizzo del portaimpronta individuale è un requisito indispensabile per un’impronta di qualità.